Perdere il 5, 10 o 15% del peso: quali benefici possiamo aspettarci sulla salute?

Quando parliamo di trattamento del sovrappeso e dell’obesità, uno degli errori più frequenti è pensare che per ottenere un beneficio sulla salute sia necessario raggiungere un ipotetico “peso ideale” o perdere molti chili.

In realtà, dal punto di vista clinico, non è così.

Nelle persone con sovrappeso o obesità, anche una riduzione relativamente contenuta del peso può produrre benefici misurabili sulla salute. All’aumentare della perdita di peso, inoltre, alcuni benefici tendono a diventare più consistenti e possono comparirne altri.

Per questo, nella pratica clinica, è spesso più utile ragionare in percentuale rispetto al peso iniziale piuttosto che in numero assoluto di chili.

Per esempio, per una persona che pesa 100 kg:

  • il 5% corrisponde a 5 kg;

  • il 10% a 10 kg;

  • il 15% a 15 kg.

Queste percentuali non rappresentano però soglie rigide: la relazione tra perdita di peso e benefici per la salute è generalmente progressiva e varia in funzione delle condizioni cliniche della singola persona.


Cosa può cambiare con una perdita di peso del 5%?

Una riduzione di circa il 5% del peso iniziale può già determinare miglioramenti clinicamente significativi, soprattutto sul piano metabolico.

Tra i benefici osservati possiamo trovare:

  • miglioramento della sensibilità insulinica e del controllo glicemico;

  • riduzione dei trigliceridi;

  • possibile miglioramento della pressione arteriosa;

  • miglioramento di alcuni parametri del profilo lipidico;

  • riduzione del rischio di sviluppare diabete di tipo 2 nelle persone ad alto rischio.

Questo significa che una persona non deve necessariamente perdere quantità molto elevate di peso prima di iniziare a ottenere un beneficio per la propria salute.

In alcuni casi, un primo obiettivo del 5% può essere già clinicamente rilevante.


Cosa può cambiare arrivando al 10%?

Con perdite di peso intorno al 10%, i benefici metabolici possono diventare più consistenti e possono migliorare anche altre condizioni frequentemente associate all’obesità.

A seconda della situazione clinica, una perdita di questa entità può essere associata a miglioramenti della:

  • steatosi e steatoepatite metabolica;

  • apnea ostruttiva del sonno;

  • sintomatologia dell’artrosi, in particolare del ginocchio;

  • malattia da reflusso gastroesofageo;

  • sindrome dell’ovaio policistico e di alcuni parametri metabolici e riproduttivi;

  • qualità di vita e funzionalità fisica.

Anche in questo caso, non significa che il 10% rappresenti un valore valido per tutti. Per alcune condizioni può essere sufficiente una perdita inferiore, mentre per altre benefici maggiori vengono osservati con riduzioni di peso più elevate.



E con perdite del 15% o superiori?

Quando la perdita di peso raggiunge o supera circa il 15% del peso iniziale, aumenta la probabilità di ottenere miglioramenti più importanti in alcune complicanze dell’obesità.

Perdite di peso di questa entità possono essere associate, per esempio, a:

  • maggiore probabilità di remissione del diabete di tipo 2 in pazienti selezionati;

  • miglioramenti più marcati della malattia epatica metabolica, comprese le forme più avanzate;

  • ulteriori benefici sui fattori di rischio cardiovascolare;

  • miglioramenti più consistenti della funzionalità fisica e della qualità di vita.

Le terapie oggi disponibili, comprese quelle farmacologiche quando appropriate, permettono ad alcune persone di raggiungere perdite di peso che in passato erano difficilmente ottenibili con il solo intervento sullo stile di vita. Questo rende ancora più importante definire gli obiettivi terapeutici sulla base della situazione clinica individuale e non soltanto del numero indicato dalla bilancia.


Non esiste una percentuale “giusta” per tutti

Le percentuali del 5, 10 e 15% sono utili per comprendere la relazione tra perdita di peso e salute, ma non devono essere interpretate come traguardi rigidi.

Il beneficio dipende da molti fattori: peso iniziale, distribuzione del tessuto adiposo, età, presenza di diabete, ipertensione, dislipidemia, apnee del sonno, malattia epatica o altre condizioni associate.

Anche gli obiettivi possono essere diversi.

Per una persona, perdere il 5% del peso e riuscire a mantenerlo nel tempo può rappresentare un risultato clinicamente importante. Per un’altra, la presenza di specifiche complicanze può rendere appropriato puntare, quando possibile e in sicurezza, a una perdita del 10, 15% o superiore.



Il peso è uno strumento, non l'unico risultato da osservare

Il trattamento dell’obesità non dovrebbe avere come unico obiettivo quello di far diminuire il numero sulla bilancia.

Durante un percorso è importante valutare anche ciò che accade alla pressione arteriosa, alla glicemia, al profilo lipidico, alla funzionalità fisica, alla qualità del sonno, alle eventuali patologie associate e, più in generale, alla qualità di vita.

L’obiettivo non è quindi raggiungere a tutti i costi un determinato peso, ma ottenere un miglioramento della salute che sia clinicamente significativo e sostenibile nel tempo.

Per questo, quando definiamo un obiettivo di peso, la domanda più utile non è necessariamente:

“Quanto dovrei pesare?”

ma:

“Quale perdita di peso potrebbe produrre un beneficio significativo per la mia salute, nella mia specifica situazione clinica?”


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