Terapia con GLP-1: perché alimentazione e stile di vita rimangono importanti

I farmaci utilizzati per il trattamento dell’obesità che agiscono sul sistema delle incretine intervengono sui meccanismi biologici che regolano la fame, la sazietà e, più in generale, il comportamento alimentare.

Durante la terapia molte persone sperimentano una riduzione della fame, una sazietà più precoce e duratura e, in alcuni casi, una minore spinta a ricercare il cibo. Questo rende più semplice ridurre le quantità assunte e seguire nel tempo un’alimentazione a ridotto contenuto energetico che, senza il supporto farmacologico, per molte persone sarebbe molto più difficile sostenere.


Il farmaco facilita il deficit energetico, non lo sostituisce

Il farmaco non determina il calo di peso indipendentemente da ciò che mangiamo. Agendo sulla regolazione dell’appetito, facilita una riduzione dell’introito alimentare e rende più sostenibile mantenere nel tempo un deficit energetico, cioè assumere meno energia di quella consumata dall’organismo.

È questo bilancio energetico negativo che determina la perdita di peso.

Il ruolo del farmaco è proprio quello di intervenire su alcuni dei meccanismi biologici che, nell’obesità e durante il dimagrimento, possono rendere difficile mantenere nel tempo questa riduzione dell’introito.


Quando si mangia meno, mangiare in modo adeguato diventa ancora più importante

Alla terapia farmacologica dovrebbe essere affiancata un’alimentazione adeguatamente strutturata, preferibilmente con il supporto di un professionista con esperienza nella gestione nutrizionale di queste terapie, con l’obiettivo di garantire un apporto nutrizionale adeguato e favorire una buona tollerabilità del trattamento.

Durante la terapia, infatti, la quantità complessiva di cibo assunta può ridursi in maniera significativa. Per questo diventa ancora più importante prestare attenzione non soltanto a quanto si mangia, ma soprattutto a cosa e come si mangia.

L’obiettivo non è semplicemente mangiare meno. Un’alimentazione eccessivamente ridotta o poco equilibrata può rendere difficile raggiungere un apporto adeguato di proteine, fibre, vitamine e minerali. Una particolare attenzione all’apporto proteico, insieme all’attività fisica e soprattutto all’esercizio contro resistenza, è importante anche per limitare la perdita di massa muscolare che può accompagnare il calo di peso.

Anche la scelta degli alimenti, le quantità consumate nel singolo pasto, la distribuzione dei pasti e le modalità di preparazione possono contribuire a migliorare la tollerabilità gastrointestinale della terapia.

Durante una terapia farmacologica per l’obesità, quindi, mangiare meno non basta: è necessario mangiare in modo adeguato alle nuove quantità, ai propri fabbisogni e alla risposta individuale al trattamento.


Il farmaco rende il cambiamento più sostenibile

Il ruolo del farmaco è proprio quello di modificare alcuni dei segnali biologici che regolano l’assunzione di cibo, rendendo più sostenibile una riduzione dell’introito energetico.

Per questo farmaco e alimentazione non sono alternative, ma parti dello stesso percorso di cura: il farmaco facilita il cambiamento, mentre un’alimentazione adeguata e l’attività fisica permettono di accompagnare il calo di peso tutelando lo stato nutrizionale, la massa muscolare e la salute nel suo complesso.


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